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San Giuseppe e la “Zeppola” terracinese, una dolce bontà della tradizione. Queste golosissime frittelle sono una tradizione in tutta Italia, sono il vero e proprio simbolo del 19 Marzo, giorno in cui si festeggiano San Giuseppe e la festa del papà. Ogni regione italiana, però, ha una ricetta differente. Le zeppole “originarie”, nate molto probabilmente nell’antica Roma, erano davvero semplici: un impasto  farina, acqua e sale, fritto e spolverato con zucchero o cannella.Per quanto riguarda Terracina (tradizionalmente l’originale zeppola era una pastella con uva passa fritta nell’olio), forse non tutti sanno che la “Zeppola” di San Giuseppe è un dolce che si perde nella notte dei tempi. Chi non ha una nonna o una mamma che nei suoi racconti parla di zeppole mangiate al caldo dei “focaracci” (fuochi) di San Giuseppe?  Infatti, queste gustose frittelle si legano in maniera indissolubile alla tradizione del “focaraccio” di San Giuseppe e al “Santo” stesso (una leggenda narra che il secondo lavoro di San Giuseppe fosse il “friggitore”): la sera del 18 Marzo, infatti, in ogni quartiere della città si accendeva un fuoco in onore di San Giuseppe e si consumavano, quando le fiamme erano alte nel cielo, queste golose frittelle preparate dalle donne, mentre gli uomini si occupavano del fuoco. La zeppola che mangiamo e conosciamo oggi, nasce però nel 18esimo secolo ed è ripiena con crema pasticcera e ha in superficie un’amarena sciroppata… Buon appetito!

Foto di Emiliano Longo , un grazie di cuore anche a Margherita che si è prestata a fare le Zeppole che vedete in foto.

zeppole san giuseppe
zeppole san giuseppe
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